ROTABILI E SULKY DA CORSA

10_50Ad accogliere il visitatore nel salone principale del Museo – esclusiva e pregevolissima testimonianza storica – una splendida ‘Padovanella’, manifattura in legno della ditta dei Fratelli Colli di Cologno Veneto (1797). Antesignana del moderno sulky’ da corsa, già attraverso il nome ci riconduce alle origini venete delle corse al trotto italiane e dei primi rotabili da competizione, quando si gareggiava seduti su di un ‘sediolo’, spesso finemente lavorato e decorato.

Vari altri sulky da corsa (anni ‘70/’80/’90), raccontano poi l’evoluzione di questi veicoli; tra gli altri, un esemplare di sulky a pariglia, su cui vinse numerose corse il popolare guidatore Nello Branchini ed il sulky del celebre trottatore Hazleton (dono della Fam. Palazzoli). Particolarmente innovativo e ricercato per la sua leggerezza, è poi esposto un sulky americano Cheetah. Dono di Fausto Branchini, lo importò dall’America negli anni ’70 per il suo celebre trottatore Bourbon.

Un curioso e divertente cavallo in cartapesta attaccato a un sulky a pedale, richiama poi alla memoria i vezzi di giovani benestanti che nella Parigi di inizio secolo ‘pedalavano’ a cavallo per la città;ancora perfettamente funzionante, fu realizzato nei primi del ‘900 in Francia a dimensioni reali.

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