WLADIMIRO TULLI

Wladimiro Tulli (Macerata 1922 – 2003) inizia la sua attività nel 1938 con il pittore Bruno Tano, continuando la propria ricerca con Enrico Prampolini che aveva incontrato nel 1940 e successivamente, dal 1948, con Osvaldo Licini. Nel 1939 primo incontro con F. T. Marinetti. Nel 1942 conobbe Giacomo Balla e Fortunato Depero e, nel 1943, Gino Severini, Mario Radice e Ivo Pannaggi. Dal 1938 al 1943 fece parte del Gruppo Boccioni di Macerata. Dalla fine della guerra ha affrontato una personale investigazione nel campo dell’astrazione, in cui libertà espressiva e felicità dell’invenzione cromatica sono accompagnate da un forte e stimolante interesse materico, precisando liricamente le sue esperienze non figurative e stabilendo contatti e rapporti con i principali movimenti italiani ed europei fra i quali il MAC di Milano, il Gruppo A di Pesaro, l’àge d’Or e Forma 1 di Roma, l’astrattismo fiorentino, l’Art Club International e la Fondazione Origine di Roma. Ha fatto parte del Gruppo Numero di Firenze, in tutte le sue manifestazioni in Italia e all’estero, e del Gruppo Éclats di Parigi. Fondatore nel 1962 del Gruppo Levante di Macerata.

Produzione artistica
Ha realizzato affreschi, decorazioni, plastiche murali e graffiti a Macerata, Pesaro, Bologna, Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Rimini, Teramo, Fano, Urbino, Matelica, Castelraimondo, Porto San Giorgio (Sede della Cassa di Risparmio di Fermo). Ha pubblicato “Carla viaggia” (1968 ed. Foglio OG., Macerata); “Neve, neve” (1976 ed. Nuova Foglio, Pollenza MC); “I miei poeti” (Laser Edizioni, Verona); “Aeroplano Ciao!” (Finis terrae edizioni, Civitanova Marche MC). Ha eseguito illustrazioni di vari volumi e bozzetti di scenografie teatrali.

WLADIMIRO TULLI PER IL MUSEO DEL TROTTO
Dall’amicizia e la frequentazione di lunga data tra l’allevatore civitanovese Ermanno Mori e l’artista maceratese – in omaggio alla grande passione per il cavallo e l’arte – nascono  “L’Adriatico al Trotto” (5 serigrafie e una poesia di Eugenio Montale) e “Mo Cavalli Adriatici” (10 serigrafie, una poesia di W. T. e testo di E. M., 1994).

tulli 2

“[…] Cavalli MO
scalpitanti
tutti lo dissero i poeti di allora
da allora
la razza MO
cavalli dell’Adriatico
inquieto azzurro solenne amaro
solcato da nuvole celesti
qualche volta raramente grigie
cavalli che inseguono i sogni
sognatori
che segnano il tempo
dall’oggi all’eternità
ma domani è sabato
si corre
anche domenica
tutti in sella
arriva il capitano!
(Wladimiro Tulli, estratto dalla poesia in ‘MO Cavalli Adriatici’)

“[…] I Cavallini di Tulli sono ormai entrati a far compagnia a quelli di cartapesta dell’amico Gian Luigi Giovanola, alle sculture di Camillo Catelli ed alle ‘Fattrici sul prato’ del grande Cesetti. Quelli di Tulli mi ricordano i cavallini del Circo. Ma trottatore, o galoppatore, o da caccia, o da guerra, o da concorso, o da passeggio il cavallo è sempre bello ed è l’animale più libero della natura. Tulli ha capito questa libertà felice” (Ermanno Mori, estratto dal testo in ‘MO Cavalli Adriatici’)

 

 

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