(Ermanno Mori e Indro Montanelli presso l’allevamento “San Marone”)

 

CULTURA, PASSIONE E AMORE PER IL CAVALLO

A Civitanova Marche, tra le stupende colline della valle dell’Asola, è attivo da circa trent’anni il Museo Storico del Trotto, nato dalla tenace volontà del suo creatore e ispiratore, il Capitano Ermanno Mori, noto allevatore e battagliero giornalista ippico. Il museo trova sede in una parte delle scuderie dell’allevamento “San Marone” (sorto negli anni ’60), ristrutturate e caratterizzate dalla vicinanza della pista da corsa dell’Ippodromo di Trotto, inaugurato nell’agosto del 2000.
L’idea di un museo del trotto fiorì spontanea dal grande amore di Ermanno Mori per i cavalli, in particolare per il cavallo trottatore, e dalle sue proverbiali passioni per la storia, l’arte e il collezionismo.
Figura eclettica e di grande cultura, fin dalla giovinezza spaziò tra i più vari e originali interessi e attività, passando dal servizio nella Guardia di Finanza alla galleria d’arte ‘Stendhal’ di Milano, fino a stabilirsi nella sua campagna marchigiana ed entrare nel mondo dell’ippica, che tante soddisfazioni gli ha regalato grazie a grandi campioni di livello internazionale come Atod Mo, Ebsero Mo (vincitore del Campionato Europeo dei tre anni), Sec Mo e Tinak Mo, vincitori di Derby. Unica poi nel suo genere, ed a tutt’oggi insuperata, rimane l’esperienza della ricerca e raccolta di centinaia di esemplari di ex-voto, straordinaria forma di arte popolare, allora poco conosciuta e apprezzata, la cui collezione girò in mostra negli anni ’50 e ’60 tra Roma, Milano, New York e Berna (alcuni meravigliosi pezzi con miracoli ‘a cavallo’ e risalenti ai secoli XVIII e XIX, sono conservati ed esposti presso il museo).
Una realtà museale quindi, quella di Civitanova, mossa fin dagli inizi dalla necessità e dall’esigenza di fare cultura ippica a tutto tondo e ‘raccontare’ il cavallo non solo come fatto puramente sportivo ma anche artistico, letterario e scientifico.

Dopo la recente scomparsa del Capitano si è costituita, ad opera degli eredi, la Fondazione Mori – Museo Storico del Trotto. Nella consapevolezza del valore sociale ed educativo rappresentato da questo splendido animale, la Fondazione – come da Statuto – intende proseguire e sviluppare l’attività di conservazione della memoria storica delle corse al trotto, attraverso la tutela e l’esposizione del patrimonio raccolto dal suo fondatore, nonché promuovere iniziative di ricerca e divulgazione del cavallo in ogni sua potenzialità ed espressione;  contestualmente, una progettualità particolare è rivolta e dedicata al territorio locale e marchigiano.

Lo stimolante contesto ambientale – della campagna, dell’allevamento e dell’Ippodromo – sedi privilegiate della Fondazione, si offre poi come luogo ideale per favorire il ritorno ad una dimensione rurale, all’aria aperta e a contatto diretto con gli animali, creando l’opportunità di riscoprire antichi mestieri e attività come l’arte di ‘ferrare’ uno zoccolo o ‘attaccare’ un cavallo alla carrozza. In questo senso, primaria vuole essere l’attenzione educativa al mondo della scuola prospettando una serie di iniziative, volte ai più piccoli, con lo scopo di incoraggiare la conoscenza e l’amore per tutto ciò che riguarda il cavallo e la campagna e offrire spazi alternativi ricreativi e ludici.

“L’ aria del paradiso è quella che soffia fra le orecchie del cavallo” (proverbio arabo)

→ STATUTO FONDAZIONE

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